26/07 - 31/07/2016

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Francesco ai religiosi: “Siate scrittori viventi del Vangelo”

2016-07-30 / Rzym


Essere scrittori viventi del Vangelo. È il messaggio che Papa Francesco ha voluto consegnare, sabato mattina, ai religiosi e ai consacrati durante la Messa nel Santuario di San Giovanni Paolo II a Łagiewniki.

Come da programma Papa Francesco si è prima recato in visita al vecchio Santuario della Divina Misericordia per sostare alcuni minuti in preghiera davanti l’immagine di Gesù misericordioso e le reliquie di Suor Faustina Kowalska. Francesco si è poi diretto al nuovo santuario dove ha salutato le migliaia di pellegrini che lo hanno aspettato in trepida attesa. “Promettiamo in questa giornata di non allontanarci mai da Gesù  – ha chiesto ai giovani raccolti sul prato esterno  – E vi chiedo, per favore, di pregare per me”.

Prima di entrare nel santuario, Francesco ha salutato alcune famiglie, benedicendo e baciando teneramente 5 bambini affetti da alcune patologie che gli hanno donato piccoli pensieri. Si tratta di famiglie che hanno bisogno più di altre della carezza del Papa. Compiuto il rito di attraversamento della Porta Santa insieme al card Dwizis, Arcivescovo di Cracovia, Francesco è subito entrato in confessionale per amministrare il sacramento della riconciliazione a 5 giovani di lingua italiana, inglese e francese.

Il Papa si è poi diretto al Santuario San Giovanni Paolo II dove è esposta la veste talare bianca indossata da Giovanni Paolo II durante l’attentato in Piazza San Pietro, ancora macchiata di sangue. Francesco, nella nuova struttura splendidamente decorata dal gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik, ha celebrato la Messa.

“Gesù manda. Lui desidera, fin dall’inizio, che la Chiesa sia in uscita, vada nel mondo. E vuole che lo faccia così come Lui stesso ha fatto”. Papa Francesco ha invitato i religiosi e i consacrati a fuggire la tentazione di chiudersi in se stessi  “per timore o comodità” , ma di uscire per essere missionari del Vangelo. Si tratta, ha precisato il Papa di “un viaggio senza biglietto di ritorno”.  Significa “compiere un esodo dal nostro io, perdere la vita per Lui”.

D’altra parte, ha ribadito, “Gesù non ama le strade percorse a metà, le porte lasciate socchiuse, le vite a doppio binario. Chiede di mettersi in cammino leggeri, di uscire rinunciando alle proprie sicurezze, saldi solo in Lui”. Chi ha scelto Gesù, avverte Francesco “non si erge sui traballanti piedistalli dei poteri del mondo e non si adagia nelle comodità che infiacchiscono l’evangelizzazione. Non spreca tempo a progettare un futuro sicuro e ben retribuito”.

C’è il rischio, secondo il Papa  di diventare isolati e cupi, persone senza speranza e senza gioia. Chi segue il Signore, “non si accontenta di una vita mediocre, ma brucia del desiderio di testimoniare e di raggiungere gli altri”. Il Vangelo, ha asserito Francecso, è “libro vivente della misericordia di Dio” e “va letto e riletto continuamente” perché “ha ancora delle pagine bianche in fondo: rimane un libro aperto”. Un libro che contiene delle domande. “Le pagine del libro di ciascuno di voi, come sono? – ha chiesto Francesco – sono scritte ogni giorno? Sono scritte un po’ sì e un po’ no? Sono in bianco? Ci aiuti in questo la Madre di Dio: ella, che ha pienamente accolto la Parola di Dio nella vita ci dia la grazia di essere scrittori viventi del Vangelo”.

Daniele Sebastianelli
Photo @Mazur


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