26/07 - 31/07/2016

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È la festa della fede al Campus Misericordiae

2016-07-30 / Rzym


Papa Francesco è giunto alle 18.50 con la papamobile al Campus Misericordiae tra l’acclamazione di centinaia di migliaia di giovani che fin dal mattino hanno riempito il campo con i loro zaini, i sacchi a pelo, le stuoie, e tutto il necessario per trascorrere la notte all’aperto, pronti per la messa di domenica mattina. In questo sabato pomeriggio, il primo gesto di Francesco è stato l’attraversamento della Porta Santa insieme a 6 giovani. Una porta molto semplice, fatta di legno, sormontata da cinque assi curvilinee a rappresentare i 5 continenti. Francesco è apparso molto sorridente mentre si è diretto mano per mano con i ragazzi verso la papamobile sulla quale li ha invitati a salire.

Dopo il saluto del card Dziwisz, la veglia è cominciata con alcune testimonianze di giovani che hanno cambiato vita riscoperto la fede. Storie personali intrecciate a performance artistiche che hanno reso visibili e concreti i messaggi comunicati. Storie diverse tra loro ma con un fondo comune: la misericordia di Dio manifestata ad un punto ben preciso della vita. Una vita che aveva smarrito il senso e la bellezza, ma che ad un certo punto si è risollevata grazie all’incontro con Colui che è in grado di guarire le ferite e curare le cicatrici.

Storie come quella di Natalia Wrzesien che si è avvicinata alla fede attraverso una profonda esperienza di perdono e riconciliazione. O come quella di  Rand Mittri, ventiseienne siriana di Aleppo, “la città dimenticata” che ha drammaticamente raccontato la grave situazione dei cristiani perseguitati. “Siamo circondati dalla morte ogni giorno” ha affermato. “Dio, dove sei?” ,“Perché ci hai abbandonato?”,“Non sei il Dio dell’amore?”, “Esisti?”, “Siamo forse nati per vivere nel dolore o per vivere la vita?”. Domande forti.  Angosce frutto di  disperazione, alle quali però si può dare risposta. “Ora – ha raccontato Rand – vedo Dio in chi non molla, nell’amore dei genitori per i figli”. Ha imparato che la fede in Cristo supera le circostanze della vita. “Avere fede non significa evitare sofferenze e difficoltà, ma attraverso queste Egli ci insegna il vero significato dell’amore”. Una lezione di vita.

O ancora la testimonianza di un ragazzo che era schiavo della droga. La tossicodipendenza lo ha portato a distruggere il rapporto familiare. Ha sperimentato un vuoto interiore lasciando la scuola e commettendo dei crimini a 15 anni, finendo, per questo, per diversi anni in carcere. Poi, l’esperienza in una comunità di guarigione basata sulla parola di Dio, la Fazenda de la Esperanza, e l’inizio di un cammino di conversione.

Culmine della veglia è stata l’adorazione eucaristica. Mentre calava la sera il Campus Misericordiae è diventato, in pochi minuti, un oceano di fiaccole accese nel silenzio dell’adorazione guidata dal Papa. Un momento d’intensa preghiera e raccoglimento che ha coinvolto i giovani portandoli nel cuore della Gmg: sperimentare l’amore del Dio vivo che cammina insieme a noi.

La preghiera, ha poi lasciato spazio alla musica. Numerosi artisti, cantanti e musicisti si sono alternati sul palco, dando ai pellegrini un’iniezione di allegria contagiosa. Adam Sztaba, l’orchestra e il coro della Giornata Mondiale della Gioventù, il concerto di lode Credo in Misericordiam Dei. Oltre a loro: Krzysztof Iwaneczko, suor Cristina, Kasia Wilk e Kuba Badach

Secondo stime della polizia, alla veglia erano presenti tra 1 milione e mezzo e 2 milioni di persone.

Daniele Sebastianelli
Photo Jesus Huerta


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